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Siracusa è un luogo di grandissimo interesse storico, architettonico ed archeologico. La sua suggestione si percepisce subito osservando le forme naturali dei dintorni della città. L'isolotto di Ortigia racchiude la placida insenatura del Porto Grande oltre il quale, sullo sfondo appare il tenue profilo dei monti Iblei. La storia della fondazione della città greca, della prosperità e delle incredibili vittorie militari di Siracusa è strettamente legata ai lineamenti naturali della costa su cui sorge che la hanno dotata di due porti naturali, di una sorgente perenne che sgorga quasi sul mare all'interno dell'isolotto di Ortigia, dalla pianura, fertilissima all'interno e paludosa vicino al mare. La sorgente di Aretusa ricchissima di acque dolci provenienti dalle viscere dei Monti Iblei attraverso il sottosuolo del Porto Grande, protette da strati impermeabili sgorga in uno dei luoghi più pittoreschi della città. Un tempo essa immetteva le sue acque direttamente in mare protetta da grossi scogli. Oggi tra la scaturiggine ed il mare è stato frapposto un passaggio pedinale protetto da un muraglione ed a valle di essa è stato creato un laghetto dove crescono rigogliosi i papiri. La colonizzazione dell'isola di Ortigia avvenne principalmente per questa grande riserva di acque dolci e perenni. Quì i Siculi disposero le loro capanne e, dopo il 733 avanti Cristo, i coloni greci della città di Corinto, guidati da Archia, fondarono la città destinata a diventare la più grande, ricca ed importante della Magna Grecia. Siracusa greca, con i suoi tumulti, le sue lotte interne, i suoi tiranni e le sue brevi epoche democratiche ebbe una vita travagliata ma grandiosa. Prima ad Ortigia ed in seguito per un ampia area sulla terraferma venne creato, quando governava il tiranno Gelone un tessuto urbano per strade parallele e perpendicolari (strigas) che formavano gli isolati. Durante il V secolo avanti Cristo Siracusa si espanse fino a diventare una metropoli con centinaia di migliaia di abitanti e fu eretto il tempio di Athena (oggi Duomo cristiano con facciata barocca e colonnato greco in stile dorico, dopo essere stato anche Moschea mussulmana). Sempre il V secolo avanti Cristo è il tempo di cui si ha la prima testimonianza del magnifico Teatro Greco, interamente scavato nella roccia calcarea del colle detto Temenite. In questo teatro trovano tutt’oggi posto durante la riedizione annuale delle rappresentazioni classiche migliaia di spettatori, essendo esso tra i più grandi di tutto il mondo greco. Poi il tiranno Dionisio I, con la sua politica generò un diverso disegno urbanistico della città espellendo gli abitanti dall’isola, trasformata in fortezza, e creando intorno ai nuovi quartieri della città un imponente sistema di fortificazioni, con 27 km di mura che culminava nel Castello Eurialo in una altura in grado di dominare tutto il territorio a nord ed a Sud. La prosperità della città greca, prima della conquista romana nel 212 avanti Cristo consentirono la realizzazione di altri importanti monumenti quali l’enorme altare per i sacrifici detto Ara di Ierone, dove ogni anno venivano sacrificati durante i festeggiamenti oltre 400 tori. Anche l’Ara di Ierone è posta come il Teatro Greco all’interno dell’attuale Parco Archeologico della Neapolis, insieme alle enormi latomie del Paradiso, enorme cava da dove vennero estratti 850.000 metri cubi di roccia calcarea per edificare case, mura e monumenti. Sul fronte di scavo delle latomie si trova una particolarissima cavità artificiale, l’orecchio di Dionisio, costituito da una enorme grotta con pianta a forma di S lunga 65 metri, larga dagli 11 metri ai 5 metri ed alta ben 23 metri. Essa deve il suo nome di orecchio alla caratteristica che essa ha di amplificare anche il minimo rumore, da cui la legenda secondo la quale il tiranno Dionisio vi rinchiudesse i prigionieri ascoltandone, da un apertura collocata in alto, ogni discorso. Il parco archeologico della Neapolis contiene anche la necropoli a grotticelle nella quale sono collocate numerosi sepolcri a camera tra cui ne spicca uno, con superba facciata scolpita in roccia, al quale è stato impropriamente dato il nome di Tomba di Archimede. In realtà esso è un colombario romano essendo la vera tomba dello scienziato siracusano, vissuto nel III secolo avanti Cristo, descritta da Cicerone come un cippo con le figure di una sfera circoscritta ad un cilindro. Nel parco della Neapolis è presente anche l’Anfiteatro Romano, un'altra enorme realizzazione della fase romana che vide una iniziale decadenza della città che comunque mantenne una importanza di prim’ordine. L’anfiteatro Romano di Siracusa è, infatti, nel suo genere il terzo per dimensioni dopo quello della stessa Roma e quello di Verona.
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Vista del Porto Grande
Teatro Greco
Castello Maniace |
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