I SENTIERI A PANTALICA
Nella riserva è possibile percorrere itinerari diversissimi tra di loro per tipologia, caratteristiche e settore di interesse. L’Ente Gestore ha predisposto diversi percorsi rendendoli fruibili e sicuri. La carta dei sentieri consente di individuarli con semplicità e di fruire la riserva in modo completo .
ITINERARIO 1:dall’ingresso Fusco a Pantalica nord
Questo percorso consente, dopo un'ascesa di circa 1 km, ed un dislivello di 120 m, di arrivare all'ingresso Nord di Pantalica. Non presenta difficoltà di rilievo, tranne un piccolo guado. Dopo 1200 m dall'ingresso Fusco, in contrada Bisanti, si perviene alla 2° galleria della ex linea ferrata Siracusa-Vizzini. Giunti qui si gira a destra seguendo una carrareccia, che conduce al greto del fiume. Alla fine della discesa si svolta ancora a destra fino ad incontrare un piccolo guado. Qui si può ammirare il bosco fluviale, dominato da salici bianchi e oleandri, che forma una volta impenetrabile. All'ombra dei salici si sviluppano piante lianose come l'edera, la salsapariglia, il tamaro e varie aristolochie. Comuni in questo tratto la coda cavallina, la felce aquilina e sulle rocce umide il capelvenere. Tra la vegetazione riparia si aggirano famigliole di gallinelle d'acqua. Gerridi e colorate libellule pattugliano le acque freneticamente. Guardando verso le pareti più alte, si vede spesso volteggiare la poiana. Guadato il fiume, si procede in direzione Nord. Giunti di fronte alla parete di roccia, si svolta a destra in direzione Nord-Est, iniziando l'ascesa lungo una carrareccia intagliata nella roccia. Si passa davanti a un fabbricato rurale, munito di abbeveratoio e cisterna, e si prosegue seguendo la carrareccia che, puntando in direzione Nord, sale fra carrubi, mandorli e ulivi, immersi in pascoli aridi che sul finire dell'inverno s'ammantano di asfodeli. Alla fine della carrareccia, in contrada Saramenzana, si oltrepassa una recinzione per mezzo d'una scaletta in legno e si procede a sinistra lungo una strada asfaltata: dopo 100 m circa si arriva all'ingresso Nord di Pantalica dal quale è possibile ammirare uno dei più suggestivi scorci della necropoli .
ITINERARIO 2:il fondovalle alla confluenza tra Anapo e Calcinara
Questo percorso è lungo circa 400 m e non presenta difficoltà di rilievo, eccettuato il tratto finale. E’ percorribile in circa mezz’ora ed è sicuramente tra gli itinerari più suggestivi della riserva poiché offre la vista di incantevoli specchi d'acqua dell’Anapo e del Bottiglieria Inoltre è visibile la parte sud-orientale della necropoli di Pantalica. Percorrendo la stessa carrareccia di contrada Bisanti indicata nell'itinerario 1, anziché guadare il fiume a destra, si procede in direzione Nord-Ovest, lungo uno stretto sentiero che a destra costeggia un laghetto. Durante il percorso s'incontrano esemplari di pioppo bianco, dalle foglie argentate, di pioppo nero, dalle foglie cuoriformi, salici pedicellati dal portamento arbustivo, nonché oleandri che in estate conferiscono al fondovalle dell’Anapo un caratteristico sfondo color fucsia. Alzando lo sguardo, nel dirupo si notano una cavità naturale con un enorme stalattite e, al di sotto di essa, delle aperture quadrate, in parte nascoste dalla vegetazione che, a intervalli regolari, si susseguono nella roccia: sono le prese d'aria di un antico acquedotto di epoca greca che ancora oggi conduce le acque del Bottiglieria fino a Siracusa. Sugli aggallati del fiume è frequente osservare in gruppi gracidanti la rana verde minore, come anche il suo principale predatore, la biscia dal collare. Nelle anse con acque basse e tranquille vive il discoglosso dipinto. Superato il laghetto, il sentiero si snoda su e giù fra le rocce in direzione Ovest, consentendo una suggestiva veduta della necropoli Sud Est di Pantalica, fino a condurre ad un ampio slargo del fiume. Risalendo verso sinistra una scala intagliata nella roccia, ci si reimmette nella ex ferrovia, poco oltre lo sbocco della galleria. Sulle rupi che bordano a sinistra la ex ferrovia si possono osservare il trachelio siciliano, la putoria delle rocce e il garofano rupestre. Davanti l'imbocco della galleria si spostano nervosamente le ballerine gialle, dalla coda lunga e mobile, che spesso nidificano molto all'interno del tunnel, in punti completamente bui.
ITINERARIO 3:dalla stazione Pantalica alla Necropoli di Filipporto
Ha inizio poco meno di 100 m a monte della ex-stazione di Pantalica ed è lungo 1500 m (dislivello 150 m). Il percorso conduce al villaggio bizantino di S. Micidiario e alla necropoli di Filipporto, ricollegandosi con l'itinerario 4. Si può imboccare questo itinerario anche da un punto più avanzato della ex-ferrovia, a circa 1km a monte della ex-stazione. Lasciata la ex-ferrovia, il sentiero, in parte intagliato nella roccia in parte sostenuto da muretti a secco, inizia a salire fino a giungere, dopo 1km, ad un bivio. Qui si prende a sinistra (a destra ci si collega con l'itinerario 4) e dopo 100 m, percorsi in piano, s'arriva nel villaggio bizantino di S. Micidiario, con la piccola chiesetta rupestre e il belvedere che offre un’ampia veduta dell'imponente anfiteatro calcareo che caratterizza questa parte della vallata dell’Anapo. Si prosegue in direzione Nord-Ovest e, dopo 300 m, si arriva sulla sella di Filipporto: qui s'ammira l'omonima necropoli con accanto il fossato sormontato dai resti di un muro d'età greca. Frequente, nel primo tratto di questo percorso, incontrare l'upupa, dal caratteristico ciuffo ed il volo sfarfallante, la garrula ghiandaia, il colombaccio e numerosi piccoli uccelli. Più in alto si possono avvistare il gheppio, che staziona controvento immobile nell'aria (cd. volo “a spirito santo”), il grande corvo imperiale e talora il falco pellegrino. Le piante che dominano questo versante sono il carrubo, la fillirea, l'oleastro ed i vari arbusti della macchia bassa. Sul ciglio delle rupi si rinvengono frammenti di gariga a erica e rosmarino.
SENTIERO 4:dal fondovalle a San Nicolicchio e all’Anàktoron
Questo percorso, che consente di visitare il villaggio bizantino di S. Nicolicchio, l'omonima chiesetta rupestre e l'Anàktoron, con incantevoli vedute aeree della Val d'Anapo, ha inizio dal tracciato della ex ferrovia a 2300 m circa dall'ingresso Fusco. È la via più breve per portarsi dal fondovalle alla sommità del colle di Pantalica, con un'ascesa lunga 1 km e un dislivello di 200 m. Dalla ex ferrovia il sentiero, in parte intagliato nella roccia, sale tortuosamente fino a condurre ad un gruppo di tombe della necropoli Sud. Inoltrandosi in direzione nord est, poi ovest, si arriva ad un bivio: procedendo a sinistra, in parte lungo gradini intagliati nella roccia, si perviene, dopo 300 m di erta salita, al villaggio bizantino di San Nicolicchio. Lasciando il percorso principale e scendendo verso il ciglio del dirupo, si perviene all'oratorio rupestre e al belvedere, che offre una veduta dall'alto della vallata e della stazione di Pantalica. Ritornando sul percorso principale, si continua a salire lungo il sentiero che ora è più visibile; dopo un breve tratto s'arriva ad un bivio: a sinistra il percorso, dopo un km si collega con l'itinerario 3, mentre a destra conduce all'Anàktoron. Lungo l'itinerario si susseguono essenze tipiche della macchia come il lentisco, il terebinto, l'euforbia arborea ed il salvione, cui subentrano, nella fascia superiore, le praterie steppiche dominate dal barboncino siciliano. I banchi calcarei sono ammantati di borracina azzurra, una minuscola crassulacea annuale in Italia limitata a Sicilia e Sardegna, mentre le rupi grondano di capperi. In questo ambiente è frequente imbattersi in brigate di coturnici siciliane ed in rettili come il biacco nero-lucente e il gongilo, una strana “lucertola” dagli arti ridotti ed il corpo tozzo e lucidissimo.
SENTIERO 5:Fonte del Giglio
Inizia 300 metri a monte della ex-stazione di Pantalica, è lungo 200 m e consente di rifornirsi d’acqua presso una fonte perenne. Lasciata la ex-fer-rovia, il sentiero passa, puntando ad ovest, tra giovani noci, poi svolta in direzione sud, attraversando un canneto: si guada l’Anapo su pietre, ci si immette dentro una gola (il vallone del Giglio) e, dopo una breve salita si giunge alla fonte.