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hyblon viaggi turismo e avventura in sicilia
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Le coste della Sicilia presentano una enorme varietà di aspetti morfologici che conferiscono al paesaggio diversi tipi di suggestioni, a volte struggenti ed uniche. Pur se la cementificazione della seconda metà del secolo scorso ha ridotto, ed in certe zone annullato, le aree incontaminate o cancellato i segni di una storia ricchissima, rimangono amplissime aree dove la natura incontaminata ed i segni di una storia antichissima e recente, rincorrendosi ed integrandosi, sembrano sfidarsi. La rete delle torri di avvistamento medioevali cuce i diversi aspetti di una natura fatta da enormi litorali sabbiosi a volte separati da ampi pantani costieri o da lunghi cordoni dunali, da strapiombanti falesie rocciose o dalla accattivante desolazione delle enormi foci di riarse fiumare in secca nel periodo estivo.
Da Taormina, verso nord e poi verso ovest fino a  dopo Palermo un alternarsi di paesi, antichi borghi marinari poi ingranditisi che costituiscono una trama quasi ininterrotta, si affianca alle spiagge ciottolose poste alla foce delle innumerevoli fiumare che incidono i monti Peloritani, Nebrodi e Madonie ed ai promontori rocciosi con incastonate innumerevoli piccole baie o calette, affacciati verso le Eolie.
Da Palermo quasi fino a Trapani il calcare dei monti strapiombanti sul mare conferisce alla costa tutt’altro aspetto. I litorali a volte strapiombano direttamente sul mare, a volte sono formati da strettissime piccole pianure rocciose ed a volte da un frastagliato alternarsi di calette sabbiose e di promontori rocciosi. Di questa costa il tratto da Scopello a San Vito Lo Capo (Trapani) è rimasto indenne da qualsiasi cementificazione e costituisce oggi la Riserva Naturale Orientata dello Zingaro. La visita di questa riserva e di questi borghi consente di cogliere in pieno le trame intrecciate di questa natura con la storia e le fatiche dei popoli di queste terre, che per esempio viveva nelle tonnare come quella di Scopello.
La sagoma della montagna dove sorge Erice pare separare due mondi: la catena montuosa settentrionale che si collega alle coste della Sicilia Tirrenica e della parte jonica del messinese e le enormi alternanze di colline e pianure costiere che caratterizzano la Sicilia centrale e meridionale. Da qua in poi le coste sono sabbiose ed ampie. Dietro le spiagge a volte dune, a volte pantani, come quelli di Marsala e raramente qualche costone a strapiombo su strette spiagge, come il Capo Bianco tra Sciacca ed Agrigento. Da Marsala a Pachino, attraverso i litorali delle Provincie di Agrigento, Caltanissetta e Ragusa è così per circa 200 km. Una per niente monotana sequenza di litorali sabbiosi, quasi mai, però, uguali a se stessi. Questo mare ha subito diverse aggressioni da una cementificazione selvaggia ed a volte assurda e da una industrializzazione particolarmente invasiva nella zona di Gela. Ma l’enormità degli spazi ha consentito il mantenimento di numerosissimi angoli di stupenda storia e natura.
Dopo Ragusa, Portopalo di Capo Passero, l’estremo lembo meridionale di Sicilia che separa il Canale di Sicilia dallo Jonio. Intorno al capo e, più a nord, a Vendicari (Riserva Naturale Orientata, prossima riserva marina), altri importantissimi pantani, rifugio della avifauna migratoria che, nelle sue periodiche rotte tra l’Africa e l’Europa,del Nord. Al di là dei pantani piccole dune, caratterizzate da importantissimi ecosistemi, e splendide spiagge che, si alternano a litorali rocciosi, formando ampie cale. Fino quasi a Siracusa la costa è così. Una alternanza di basse scogliere calcaree, e di più o meno ampie spiagge dove furono installate negli scorsi secoli ben 11 tonnare. Poco a sud di Siracusa, per un tratto la costa cambia aspetto e si caratterizza per le strapiombanti falesie del Capo Murro di Porco e della Riserva marina del Plemmirio. Il Capo Murro di Porco e la dirimpettaia isola di Ortigia, sulla quale sorge il centro storico di Siracusa racchiudono una ampia superficie marina collegata al mare aperto solo tramite uno stretto passaggio. E’ il Porto Grande di Siracusa, che raccoglie la foce del mitico fiume Ciane (ove crescono rigogliosi i Papiri) e che è stato culla della civiltà greca in Sicilia.
A Nord di Siracusa, fino ad Augusta, lo scempio di una industrializzazione selvaggia ci porterebbe a saltare questo tratto. Ma non si può. Troppo suggestive erano (e nonostante tutto rimangono) l’alternanza di spiagge e basse scogliere che dal capo di Santa Panagia, subito a nord di Siracusa, conducono alla penisola di Tapsos, dove fiorì una importantissima civiltà pregreca, che da tale penisola prese il nome. Poi a nord di Augusta, superato l’enorme porto commerciale, la costa si fa per un piccolo tratto alta e rocciosa, per poi diventare, dopo circa 10 km ampia e sabbiosa fino a Catania.
Da Catania fino quasi a Taormina la presenza dell’Etna cambia tutto. La costa si caratterizza per le nere scogliere vulcaniche, per i minuscoli isolotti rocciosi (faraglioni) di Aci trezza e per un suggestivo alternarsi di borghi marinari che ci ricollega al punto di partenza di questo virtuale itinerario Costiero.

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