Nelle zone vicino al corso d'acqua dove è presente una intricata vegetazione
a platano oleandro e salice vivono serpenti quali il Biacco, il Colubro leopardino
e il Cervone. Tra i mammiferi presenti ricordiamo il Riccio, la Donnola, la
Martora,il Coniglio, la Lepre, la Volpe e l'Istrice. Numerose sono anche le
specie volatili presenti. Possiamo distinguere tra quelli che vivono nel fondocava
come la Gallinella d'acqua mentre altre specie vivono all'interno della macchia
come la Ghiandaia, Colombacci, il Merlo, la Cornacchia, la Civetta e l'Allocco.
Nelle pareti verticali rocciose nidificano e vivono la Poiana, il Falco pellegrino,
il Gheppio e il Corvo imperiale.
I paesaggi che si riscontrano mostrano una precisa contrapposizione tra loro
e mutando lungo il profilo trasversale della cava; infatti, dalla parte sommitale
fino al fondovalle si susseguono ambienti alquanto aridi segnati da una vegetazione
bassa e cespugliosa a "gariga"
ad ambienti umidi in cui predominano vegetazioni di tipica macchia mediterranea.
Cava
grande è un ecosistema esemplare peculiarmente ibleo, costituito da diverse
nicchie ecologiche variamente compenetrate tra loro nelle quali i fattori ambientali
quali il clima, la vegetazione, il suolo e l'antropizzazione giocano un ruolo
determinante e configurano il paesaggio. La spiccata biodiversità della cava
dipende dall'equilibrio che si instaura tra le componenti climatiche, morfo-lolitologiche,
pedologiche e antropiche.
Le
zone alte dei versanti sono caratterizzate da ambienti in cui predominano pareti
verticali scoscese con vegetazione rupicola mentre nella parte intermedia della
cava si hanno ambienti con vegetazione erbacea di pseudosteppa.
Il
susseguirsi di questi ambienti man mano che si scende verso il fondovalle è
prevalentemente determinato dalle condizioni di umidità crescenti verso il fondocava
e dall'aumento dello strato pedologico. Si assiste quindi ad un'inversione nel
modo di susseguirsi di questi ambienti, infatti, generalmente si ha una distribuzione
verso una vegetazione più evoluta con associazioni vegetali boschive andando
dalle quote più basse a quelle più alte.
Un
ruolo determinante nell'evoluzione della vegetazione ha svolto la presenza dell'uomo
nella cava dove, particolarmente sul versante nord, è visibile la destinazione
agricola data ai costoni meno scoscesi, anch'essi oggi in fase di rinaturalizzazione,
coltivati a ulivi, carrubi e mandorli .
Fino
ad alcuni decenni fa l'uomo ha utilizzato anche le risorse vegetali spontanee
degli habitat naturali, basti pensare alle attività svolte dai "liamari" (cioè
i raccoglitori dell'Ampelodesmos mauritanicus localmente denominata "liama"
ed utilizzata per intrecciare il cordame) dai carbonai che ricavavano carbone
dal legname del leccio, della quercia, della roverelle e delle altre specie
utili.
I
"satariddari" infine erano dediti alla raccolta del timo. Il complesso di queste
attività comportava una diversa "manutensione" dell'ambiente, con sentieri meglio
praticabili, terrazzamenti di muri a secco ben tenuti e una vegetazione spontanea
meno rigogliosa e fitta. Nel fondocava, dove l'ambiente è umido, prevalgono
associazioni vegetali ripariali in cui predomina il platano
orientale e l'oleandro.
Superiormente
alla fascia ripariale si ha la presenza di una macchia mediterranea a leccio.
La cava ha odori intesi. Numerose sono le piante di tipo aromatico che vivono
in quest'ambiente; alcune anche officinali si possono riscontrare associate
a diversi tipi di vegetazione, ne sono esempio il
timo, la salvia, l'origano, l'issopo, il rosmarino, la melissa, la menta
e la nepetella. Nel periodo primaverile si ha la fioritura di numerose specie
floristiche di cui le orchidee sono presenti con circa 30 specie diverse.
La
diversità dei microambienti presenti nella cava condiziona in buona misura la
distribuzione areale degli habitat faunistici. Lungo il corso d'acqua, vivono
specie anfibie, numerosi insetti tra cui alcune belle specie di libellule e
farfalle, granchi,
trote, rospi, rane, bisce, il merlo aquaiolo e la testuggine.